Il futuro del lavaggio industriale
Negli Stati Uniti dove la messa al bando dei CFC è stata anticipata al 1995, sin dai primi anni novanta sono stati compiuti sforzi significativi nella ricerca di prodotti "puliti". In particolare il Ministero dell'Ambiente ha redatto un elenco dei prodotti sostitutivi più adatti dal punto di vista della salvaguardia dell'ambiente e della salute. Uno dei prodotti indicati, ritenuto interessante anche dalle industrie, è risultata l'anidride carbonica, che aveva già da tempo sostituito i solventi nel settore dell'estrazione e cominciava ad essere studiata per applicazioni nel lavaggio a secco dei tessuti.
In Italia nel 1996 Fismet Industriale è stata la prima azienda costruttrice di impianti di lavaggio industriale a studiare l'utilizzo dell'anidride carbonica nei macchinari di pulizia. Infatti, lo staff tecnico di Fismet Industriale, che vanta un'esperienza ormai pluritrentennale nel settore, ha sempre avuto come obiettivo prioritario quello di elevare al massimo il livello qualitativo degli impianti con particolare attenzione al problema della sicurezza dell'utilizzatore e della salvaguardia dell'ambiente, valorizzando già in passato anche azioni meccaniche in sostituzione ed a complemento dell'azione chimica. Ulteriormente Fismet Industriale ha già affrontato nella fornitura di alcuni impianti di lavaggio il problema della Certificazione ISO 14000 che si riferisce alla certificazione di un processo produttivo rispettoso dell'ambiente in tutte le sue fasi e sottoposto all'emissione di periodici audit ambientali.
In linea con questa evoluzione tecnologica finalizzata a realizzare soluzioni impiantistiche veramente rispettose dell'ambiente, Fismet Industriale e' riuscita a mettere a disposizione della propria clientela tutta la gamma dei macchinari funzionanti con anidride carbonica nei suoi diversi stati: allo stato solido ( sabbiatura con pellets di ghiaccio secco di CO2 ), allo stato semi-solido ( superpulizia con cristalli di neve di CO2 ) ed allo stato liquido e supercritico ( sgrassaggio e lavaggio di precisione ).

L'anidride carbonica e la pulizia di precisione
L'anidride carbonica ha un potere solvente straordinario che le consente di attraversare lo strato limite delle superfici da trattare, paragonabile a quello del noto tricloroetano 1.1.1., in quanto è allo stato naturale un solvente con caratteristiche chimico - fisiche ( bassa tensione superficiale, densità simile ad un liquido, bassa viscosità ) molto simili a quelle dei tradizionali solventi CFC. Questo ovviamente le consente di raggiungere ed anche, con alcuni accorgimenti, di migliorare i risultati di pulizia fino ad ora ottenibili. Infatti l'anidride carbonica è una sostanza di facile reperibilità sul mercato e a basso costo poichè è un residuo di altri processi produttivi. Occorre precisare che l'utilizzo dell'anidride carbonica per processi di pulizia industriale non contribuisce ad aumentare la quantità che ne viene immessa nell'aria. Infatti l'anidride carbonica non viene prodotta esclusivamente per essere utilizzata nei processi di pulizia, ma viene catturata come scarto di altri processi produttivi e opportunamente lavorata per poi essere riutilizzata. Inoltre l'anidride carbonica ha i seguenti requisiti positivi:

La CO2 infatti contiene in se 4 potenzialità solventi in un solo prodotto: allo stato supercritico permette l'estrazione chimica e la pulizia da contaminanti organici, allo stato liquido lo sgrassaggio e la veloce rimozione di oli e grassi, allo stato semi-solido ( neve ) rimuove particelle microscopiche di contaminante e materiali leggermente organici, allo stato solido ( ghiaccio ) rimuove con un'azione energica grosse quantità di contaminante organico e inorganico.

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La tecnologia tradizionale nel lavaggio industriale: solventi, idrocarburi e soluzioni detergenti a base acquosa
La tecnologia del lavaggio industriale ha privilegiato in passato l'utilizzo negli impianti di solventi clorurati e florurati, che sono oggi riconosciuti come altamente dannosi per l'ambiente e per gli utilizzatori. Infatti, il noto Protocollo di Montreal del 1987, recepito in gran parte del pianeta, ha classificato come tossici, cancerogeni e distruttori dell'ozono, una serie di solventi cosiddetti CFC (clorofluorocarburi) tra cui i Freon e il Tricloroetano 1.1.1., auspicando l'intervento dei vari Stati per la loro rapida sostituzione. Successivamente, agli inizi degli anni novanta, i produttori di impianti di lavaggio industriale nella ricerca di valide alternative ai solventi, hanno cominciato a realizzare macchinari funzionanti con solventi detti della nuova generazione, con idrocarburi o con soluzioni detergenti a base acquosa.
I solventi della nuova generazione pur essendo in alcuni casi validi sostituti, hanno dei costi di acquisto superiori almeno del 400% rispetto a quelli tradizionali.
Per quanto riguarda l'utilizzo degli idrocarburi, avvenuto solo in applicazioni molto particolari, si sono riscontrati soprattutto problemi di stoccaggio, di gestione del prodotto e di complessità degli impianti dovuti soprattutto alle loro caratteristiche di infiammabilità.
Le soluzioni detergenti a base acquosa, che invece hanno avuto un largo impiego, pur essendo una valida alternativa ai CFC non sono pero' esenti da conseguenze negative per l'ambiente e per gli utilizzatori in quanto vengono impiegati in complessi cicli di lavaggio, necessitano di sistemi di ricircolo e filtrazione e comportano alti consumi energetici, alti consumi di acque di risciacquo e altissimi costi ed oneri per lo smaltimento delle soluzioni esauste. Il tutto con la conseguenza che risolvendo il problema del lavaggio se ne creano altri: cioè la creazione di enormi quantità di residui di lavorazione a loro volta da trattare. A ciò aggiungasi che l'uso di questi prodotti chimici necessita comunque del rispetto delle normative in materia di sicurezza e salvaguardia ambientale che diventano con il passare degli anni sempre più restrittive.